storie tossiche

RiT 1 storie tossicheMilingo Sutera
| storie tossiche |

raccolta di racconti
collana RACCONTInTASCA [RiT1]
Rc, sabbiarossa EDIZIONI, 2015
ED ottobre 2015 | ISBN 9788897656227 | Facebook
104 pagine con illustrazioni | € 10 | formato 11×16 – con bandelle
rilegato a 16mi cuciti a filo refe | cover brossurata, patinata opaca
opera originale di copertina | fotografia di Raffaele Montepaone

 

La droga prende tutto e non dà nulla.

Non si decide di diventare tossicomani.
Un mattino ci si desta in preda al “malessere” e lo si è.

William Burroughs [La scimmia sulla schiena, 1953]

Ci sono i sette peccati capitali, le sette note, i sette colori dell’arcobaleno, i sette cieli dell’antichità, le sette virtù, i sette colli di Roma, i sette giorni della settimana. Sette sono i nani, i chakra, i dolori di Maria, i sigilli che si romperanno annunciando la fine del mondo. Sono sette le meraviglie del mondo, le mucche di Apollo, le Pleiadi, i mesi di 31 giorni, le lettere usate per esprimere i numeri romani. E sette sono le storie tossiche.

Sette ritratti, come quelli fatti dallo stesso autore, che è anche musicista ed artista eclettico, in cui la vita dei protagonisti si fonde con la sua, spada dopo spada. Ma non solo ritratti: le sette storie tossiche sono un percorso doloroso di vita. Per non dimenticare. Per pagare, come scrive Cristiano Montesano, “il debito nei confronti di tutti gli amici che se ne sono andati, mangiati e poi dimenticati da quella Palermo che nel decennio ‘85 ‘95 se la prendeva facilmente con i suoi figli più fragili”.

Durezza e dolcezza mescolate in un’unica melodia, composta di storie, personaggi (qualcuno), persone (tante, tantissime, ovunque), parole, sentimenti. Secco il linguaggio, morbidissima l’indulgenza accusatoria (e non è un ossimoro) nel raccontare quei ragazzi sbagliati e pieni di buchi, che rovistano nelle loro vene come per estirpare un dolore.

Chiude la raccolta un racconto fuori serie. Il sesto senso. Una lettura futura e futuribile con cui l’autore si getta addosso tutto il disprezzo per ogni genere di dipendenza. A conti fatti, quella dalla droga non è la peggiore.

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