L’imperfezione paga (anzi compra)

È successo tutto il 6 maggio: quasi si fossero messe d’accordo, due marche note come Gucci e H&M hanno lanciato i nuovi prodotti (rossetti e costumi da bagno) pubblicando su Instagram il contrario esatto della perfezione cui ci ha abituato la moda.
Il sorriso di Dani Miller, una delle protagoniste della campagna Gucci (oltre a lei le modelle Ellia Sophia Coggins, Achok Majak and Mae Lapres), fotografata da Martin Parr, non ha paura di mostrare i difetti dei denti. La cantante punk ci mostra immagini di sé non epurate (né depilate): Gucci ha deciso di celebrare chi sulle imperfezioni ha costruito il proprio statement.

Si chiama body confidence, una sorta di autostima corporea, che si raggiunge non con un corpo perfetto, ma con amore e cura per un corpo anche se – soprattutto se – imperfetto. Quella delle modelle scelte da H&M per i costumi dell’estate che tarda ad arrivare, con un messaggio molto chiaro: vedete le modelle anoressiche con i costumi dei nostri competitor? nessun problema, vi mostriamo come anche corpi pieni di difetti possono indossare i nostri modelli.

Ciccia, cellulite e smagliature sono la nuova frontiera dell’advertising?
In realtà non ci voleva molto ad arrivarci: da tempo le ragazze “normali” girano senza problemi di mostrare i chili di troppo, dimostrando di essersi smarcate dallo stereotipo di bellezza femminile che tanta fame ha fatto soffrire alle donne negli ultimi trent’anni, manco fossimo in guerra.
E dunque ben vangano, finalmente, le imperfezioni senza ritrosie, capaci di rendere normale il mostrare un corpo o un sorriso magari non perfetti, ma certamente veri.